La stabilità del ritmo sonno-veglia favorisce il mantenimento del regolare e ciclico alternarsi dell’attività di molti ormoni coinvolti nelle più svariate funzioni fisiologiche, tra cui il nostro metabolismo.

Il principale controllore di questa complessa macchina metabolica è rappresentato dalla MELATONINA, che viene prodotta dal cervello durante il passaggio dalla luce l buio.

La Melatonina viene prodotta a partire da un suo precursore  seratonina e segue un ritmo circadiano con un picco notturno che va dalle 2 alle 4. Il suo compito essenziale è quello di controllare l’orologio biologico, situato in una zona dell’ipotalamo che sincronizza tutti i nostri ritmi biologici stagionali e circadiani attraverso il controllo di diversi ormoni, tra cui l’importantissimo CORTISOLO.

Il CORTISOLO, definito anche l’ormone dello STRESS, ha il suo picco più alto alla mattina (dalle 7 alle 9) e in condizioni fisiologiche diminuisce durante la giornata fino ad arrivare alla sua concentrazione ematica minore intorno alle 22. Questo, ad esempio, è uno dei motivi per cui lo stesso pasto ha esiti metabolici differenti a seconda che venga consumato a pranzo o a cena perché viene a mancare l’azione catabolica (demolitrice) del cortisolo presente nelle prime ore della giornata.

Qualora questa fisiologica oscillazione naturale del cortisolo venga alterata a causa di stress prolungati,  compresa la mancanza di sonno, le conseguenze metaboliche portano a continua iperglicemia con conseguente produzione di insulina che può evolvere in insulino-resistenza. Se i livelli di cortisolo rimangono elevati costantemente, si ha una perdita di massa magra con resistenza al dimagrimento e aumento di grasso viscerale a livello addominale (prevalentemente negli uomini), mentre nelle donne la sua azione negativa determina anche ritenzione idrica e cellulite.

Anche due altri ormoni coinvolti nel nostro comportamento alimentare  (LEPTINA e GRELINA) sono suscettibili all’alterazione dei nostri ritmi sonno-veglia.

La LEPTINA (ormone della sazietà) viene prodotta principalmente dal tessuto adiposo e ha un’azione inibitoria sullo stimolo della fame, in sostanza è lei che ci fa sentire sazi.  La sua produzione però viene alterata nelle persone che dormono poco e male, infatti viene ridotta la sua concentrazione ematica con contemporaneo aumento del cortisolo. Questa combinazione porta perciò alla mancanza di senso di sazietà e al contemporaneo incremento di glucosio nel sangue (semplificando aumenta la fame ).

La GRELINA (ormone dell’appetito e del desiderio di carboidrati) viene prodotta durante il sonno notturno dalle cellule dello stomaco, in giusta concentrazione quando il sonno è profondo e ristoratore. Da qui nasce il generico desiderio di carboidrati alla mattina, che venendo assunti a colazione bloccano la secrezione di grelina.

Per questo motivo viene sempre consigliato di fare una buona colazione con la giusta dose di carboidrati (anche nelle colazioni definite “salate”). Non soddisfare questo desiderio con l’assenza di colazione porta al perdurare di elevati livelli di grelina con conseguente presenza di “voglia” o senso di fame, che, se associato a pranzi frugali, porta inesorabilmente ad arrivare a cena con una grande fame. Se lo stress, magari derivante anche dalla stanchezza per il poco sonno, porta (come vi ho detto prima) all’aumento serale di cortisolo (….sì, sempre lui…), si è portati a mangiare di più nel pasto serale che corrisponde al momento in cui il metabolismo è rallentato. Si può  innescare  un meccanismo vizioso, per cui un pasto serale abbondante può portare ad alterazioni del sonno con un’ulteriore aumento della grelina diurna che reinnesca il desiderio di carboidrati e così via…

Chi dorme poco e male in conseguenza di elevati livelli di stress quotidiani, tende quindi ad ingrassare perché viene alterato il suo equilibrio tra il senso di appetito e quello di sazietà, che diventa possibile causa di ricerca continua di cibo e particolarmente di dolci e carboidrati.

Spero di avervi dato qualche informazione in più per comprendere che quando si suggerisce ai pazienti di modificare anche il proprio stile di vita lo si fa perchè per dimagrire non basta ridurre le calorie…

 

 

 

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